Brain for sale


WBNR – Spazio, flussi, dati
settembre 7, 2007, 9:40 pm
Filed under: dance, danza, london, Personal, sperimentazione, WBNR

A questo punto della ricerca, ci si e’ soffermati sullo spazio, sull’osservazione dei gesti e dei movimenti, delle traiettorie e dei flussi. La creazione di un sistema di motion capture (mo.cap module) in processing, ci ha aiutati a mappare lo spazio, a sentirne i profumi, ad analizzare i dati (ancora grezzi).

Inizialmente la videocamera utilizzata, ci restituiva immagini in prospettiva, questo e’ stato utile per calibrare e migliorare gli algoritmi di cattura dei dati. I dati sono stati piu’ volte osservati. Essi fin dall’inizio mi hanno portato alla mente il flusso di dati generati dal moto di brown che avevo gia’ preso in considerazione nella fase di ricerca in Italia.

(sempre dal taccuino…) Sono emerse le qualita’ dei singoli danzatori, chi eccelle nell’improvvisazione, chi nell’elaborazione, chi nell’esecuzione. Per ora i danzatori non sono coscienti di quello che li attende. Vivono ancora uno spazio nuovo, vergine. Si e’ gia’ parlato di machine scape, ma nessuno si rende conto di quello che succedera’ nei prossimi giorni.
E’ stato introdotto ai danzatori il VCCT (Vedic Choreographical Cube Tool) uno strumento per sperimentare le possibili interazioni tra le diverse articolazioni. Le diverse articolazioni sono inscritte in un cubo (Alessandro e’ arrivato a questo nelle sue ricerche in India, nei suoi studi sulla matematica vedica). Il cubo quindi offre diverse possibili relazioni tra i suoi vertici (ai quali corrispondono le articolazioni del corpo) mediante i segmenti del cubo. Anche le superfici del cubo rimandano alle superfici del nostro corpo (pelle, ossa etc.)

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Pensando a WBNR
agosto 26, 2007, 9:57 pm
Filed under: dance, danza, errore, errors, estetica, glitch, london, londra, sperimentazione

Questo fine settimana dovrei lasciare l’Italia per portare il mio contributo
alla ricerca di Alessandro Carboni WBNR (What Burns Never Returns). Sarò di nuovo a
Londra, potrò viverla come Artista, come ricercatore, sperimentando l’errore nella
danza sperimentale.
Sono felice di ampliare i miei orizzonti, avvicinandomi ad una disciplina come la
danza, così vicina ad elementi primordiali come il corpo, il tempo e lo spazio.
Nuove forme e nuovi codici da indagare, capire le dinamiche che l’errore
può innescare e trovare nuove possibilità espressive.

E dopo tutto potrò vivere la fantastica atmosfera della
Central Saint Martin’s University of Art, e lavorare con
Alessandro, Cinzia e tutti i danzatori (credo 8).