Eccoci finalmente ai due flussi di dati puri. Essi possono essere confrontati e posso operare con operazioni matematiche su di essi. In una delle nostre derive, nate da un overflow nel flusso di dati nel nostro cervello (mio e di Alessandro), passeggiando per le strade di Londra abbiamo deciso come lavorare sul cityscape. I dati GPS, la georeferenziazione del moto di brown. Forse troppo perverso? Chi lo sa, e’ comunque geniale!
(…dal mio taccuino) Il segnale. Il trattamento del segnale nella danza! Non avrei mai pensato a questo prima d’ora. Anche qui si manifestano dinamiche molto interessanti. Un corpo, le sue articolazioni, i suoi elementi ricevono stimoli dalle terminazioni nervose (di conseguenza dal cervello). Cosa succede se a questo segnale vengono applicati filtri e funzioni? E’ ovvio che il filtro e’ una componente naturale proprio perche’ sotto il controllo ed il giudizio di ogni danzatore. Resta il fatto che crea un forte impatto sulla scena e crea una condizione mentale particolare nel danzatore. Questo credo sia perfetto per ospitare quello che verra’, non so ancora cosa ma…
Al danzatore in questo modo viene imposta una costrizione, inizia a perdere la possibilita’ di esprimersi istintivamente e liberamente.
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Ciao! sono una regista di teatro, lavoro a milano con gruppi misti di attori e danzatori. Non so molto di interazioni tra corpi e tecnologie, ma credo che dal punto di vista della ricerca sull’espressività di un corpo, la riflessione sul segnale che viene fatto passare attraverso un filtro, sia estremamente interessante. A seconda dei filtri che si selezionano per i diversi danzatori, infatti, si può creare nello spazio una dialogo di grande impatto. Bravi! fatemi sapere degli sviluppi!
Commento di francesca cavallo settembre 13, 2008 @ 9:36 am